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11月13日 Serata influenzale con Daniele Silvestri, per scacciare i brutti pensieri...quant'è bella sta canzone! Chi ha detto Marrazzo??? ahahha
Vado di fretta
vado di fretta
non ho più tempo
datemi retta
Gino mi aspetta
dentro un'Alfetta
piena di muffa
Vado di corsa
vado a una festa
piena di gente
molto entusiasta
ora non posso
vado di prescia
forse ritorno
ma non è una promessa
Vado di fretta
vado di corsa
quello che serve è tutto dentro alla borsa
e per adesso mi basta
Maria sei sempre mia
sei l'unica possibile
ma di Gino io mi fido un po' di più
lui mi conquista
lei mi rilassa
Gino ha i miei stessi punti di vista
e per adesso mi basta
Ehi ehi
sono gay sono gay
non sono gay, no non sono gay
sono gay sono come vuoi
oggi sono lui
da domani poi se lo vuoi
sarò lei
sarò solo lei
mi dirai: come fai
come mai non lo sai cosa sei
sei diverso da noi
ma che vuoi, sono gay fatti miei
che disturbo ne hai
quale enorme disagio ne trai
sono gay sono gay
si sono gay
No non sono gay, ma vorrei
ma lo sai quanti geni ed eroi sono gay
non lo sai?
o non vuoi ricordare
preferisci pensare
che un gay sia una sorta di errore
una cosa immorale
o nel caso migliore
un giullare, un fenomeno da baraccone
e lo tollererai solo in quanto eccezione
e lo tollererai solo in televisione
lo chiamano gay
e tu pensi ricchione
Maria sei sempre mia
sei l'unica possibile
ma di Gino io mi fido un po' di più
lui mi conquista
lei mi rilassa
Gino ha i miei stessi punti di vista
e per adesso mi basta
10月23日 L'oroscopo di Rob Brezsny
23 / 29 ottobre 2009Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)
È un ottimo momento per vedere se riesci a
eliminare alcuni tic nevrotici dai tuoi pruriti erotici. Per esempio,
potresti convincerti ad abbandonare lo stupido senso di colpa che provi
perché hai un desiderio stravagante che, se si realizzasse, non farebbe
del male a nessuno. Dato che è innocuo, possiamo considerarlo un
desiderio sano. C'è anche un'altra possibilità. Potresti invocare tutta
la forza della tua immaginazione per liberarti da ciò che ti impedisce
di provare il massimo piacere: vecchie ferite, rabbia repressa, puro
egocentrismo e convinzioni limitanti.
Comunque sono di nuovo giù... weekend a Milazzo :)
10月10日 Sono comunque su, dopo quel che è successo, partita con ritardo, con senso di colpa e pensiero volto alla mia terra... forse dovevo restare... sicuramente dovevo restare.. non sarei stata indispensabile (chi lo è?) ma ci sarei stata, in questi giorni difficili. Però poi penso che sono anche i giorni in cui la foga dell'aiutarsi contagia tutti... ancora oggi funerali solenni, lutto nazionale, e occhi puntati, bene o male, sulla città. E' quando i riflettori si spegneranno che dovremo esserci, ancora di più. Non so se è una giustificazione o una scusa, però credo che, anche in una supposta malafede, il principio resti valido. E' facile ora sbraitare ed indignarsi, ma siamo portati a lasciar correre, col passare del tempo, qualsiasi tempesta, metaforica o reale, ci cada di sopra. E invece no. Innanzitutto le responsabilità, bisogna trovarle. Ma poi, c'è un immenso poi. La messa in sicurezza delle zone colpite, il monitoraggio, la verifica, e gli eventuali (ma che eventuali! Certi!) interventi da svolgere in tutte le aree, anche non (ancora?) colpite. Frenare le follie, pure quelle del giorno dopo: sversamenti a mare, in discariche più o meno controllate, sui pizzi delle colline che rimanderanno poi a valle il tutto, con tante grazie. E dietro, sopra tutto questo, bisognerebbe mettere un segno enorme con la penna, per cancellare, e ricominciare daccapo. Già, perché nessuno mi toglie dalla testa che questa tragedia non è la fine ma il preludio. Il preludio dei futuri eventi disastrosi che faranno ancora più male, se l'incoscienza continuerà a far da padrona. Nella schizofrenia generale, il cosiddetto premier ha garantito che le case saranno costruite più velocemente ed economicamente che a L'Aquila, ché non son necessari particolari criteri antisismici O.O Io stavo svenendo a leggere queste righe, e non le ho neanche lette sul Giornale (indi per cui neanche a chiedersi ma nessuno obietta?) ma su carta.org, che avrebbe una certa serietà e attenzione a determinate questioni. E non si tratta neanche di esser specializzati, lo sanno anche i sassi che la faglia sullo Stretto rende la zona terribilmente e costantemente a rischio sismico. Rischio alto, e che si concretizza con cadenza secolare. Sarà che il 1908 è lontano, ma io ho il vago sentore, usiamo pure gli eufemismi, che questa incoscienza sia criminale. Ho mandato un'email a Carta, non so se la leggeranno, ma vorrei gridare al mondo, al di là delle "stronzate" - e sia detto, tecnicamente son tali - dei loro politici (loro di loro stessi, miei non sono, neanche vostri), che tutta l'area dello Stretto rischia un'ecatombe, ben più grave di quella del secolo scorso, considerando il sacco che ha coinvolto le due sponde dello Stretto e che ha riempito tutte le colline di enormi gabbie di cemento più o meno buono. E non l'ho vista solo io la puntata di Presa Diretta in cui si mostrava la facilità con cui si accede all'autorizzazione a costruire a Reggio Calabria. Messina, lo so perché lo so, Pasolini docet, non funziona diversamente. Io non ci sto a questa violenza, del territorio, dell'intelligenza (supposta?) umana e dei più elementari principi di precauzione, ahimé abbandonati da tempo per interessati motivi utilitaristici, chiamiamoli così.  9月26日 Mica mi ricordo se l'avevo mai postata...anyway.. una delle più belle canzoni d'amore...
Io non ti sposerò
perché non sarei io
la vita la vivrò
amando a modo mio
io non pronuncerò
le solite promesse
davanti alla città
e a un Dio che io... non so...
io non ti sposerò!
Per bruciare lentamente ogni emozione
e cadere in braccio all'abitudine
per addormentarsi alla televisione
in pantofole...
Io non ti sposerò
per credere all'idea
che quando lo farò
sarai per sempre mia
non ti regalerò
carezze e tradimenti
la nostra dignità
io la difenderò
ma non ti sposerò!
Io non sorriderò
nella fotografia
della felicità
che il tempo porta via
io non ti chiederò
di rinunciare al mondo
all'eventualità
di dirmi anche di no...
io non ti sposerò!
Per riempire i nostri vuoti con un figlio
e non fare più all'amore prima o poi
ma cercare in fondo al cuore un po' d'orgoglio
per salvare lui...
Io non ti sposerò
per quello che non sei
e se ti perderò
tu non mi perderai
saremo solo due
canzoni senza tempo
le mie come le tue
che sempre canterò
ma non ti sposerò!
io non ti sposerò!
Perché l'amore è un altro sì
che non si può pretendere
ti spinge all'angolo di un ring
ma ti fa vivere... lo so!
e non ti sposerò...
E allora amore mio
abbraccia questa vita
nella sua libertà
con me ti porterò...
e lì ti sposerò!
9月22日 E' una cosa che volevo fare da un po', perché mi diverte parecchio, però alla fine non l'ho mai fatto. E' un peccato perché sono andate perdute diverse perle che mi avevano fatto ridere di gusto. Dalle statistiche del blog è possibile osservare gli indirizzi da cui arrivano i visitatori, e grande interesse hanno in particolare le ricerche google... la gente cerca qualsiasi cosa, e a volte cercando si arriva in posti impensabili.. tipo il mio blog. Lasciando perdere poi il fatto che cercando "pidoni messina" su google immagini dopo un paio di pagine appare una mia foto (ci colpa Robbie che mi fa scoprire queste cose!!) e per ciò a breve emanerò un comunicato stampa smentendo categoricamente la mia appartenza alla classe dei pidoni..
Anyway, ieri 21 settembre sono arrivati qui, e li ringrazio per la visita, cercando:
- fienile + forcone + tasse [sicuramente dovuto a qualche post incollato da Votantonio :D]
- diario + di + una + santa + che + muore [tié, per la santa, ovviamente]
- prostatite + e + appannamento + vista [O_o eh???]
:D Vabbe'.. l'ultima non è commentabile, non ho proprio capito il nesso!!
Che altro dire? E' un po' che non scrivo, mea culpa... sto studiando, più o meno, e lo stress è alle stelle.... Come potete vedere a destra, mi sono iscritta a Twitter... :D Perché? Così, per giocare, sicuramente è meglio di FB con tutte quelle cose inutili che ci sono dentro. Ci aggiorniamo, qua la giornata è quella che è...
9月5日 Finalmente un pò di sana autocritica... indovinate chi ha detto che l'informazione in Italia fa schifo??? a) Freedom House b) i comunisti c) Silvio Berlusconi e aggiungerei....  Il manifesto del 3 settembre... :D Sono dei grandi! 9月2日 Ringrazio Giz che m'ha prontamente segnalato questa perla di Vito3x2 da
facebook (ecco, finalmente un motivo valido per iscrivermi.. ma non lo
faccio!):
Esacerbati multipli del radione televisivo di stato, censurati,
incensurati e censurabili massimi del sistema, occhialuti presidenti,
assassini nati, comandanti e comandati Nato, eccovi giunti al giro
della boa del 2009, durante il quale la realtà ha ampiamente superato
anche la vostra più fervida fantasia. A lungo la storia decanterà le
gesta di Papino il Breve, spogliatosi della qualifica di santo o unto,
massaggiatore a olio di nottate maccheroniche alla Putinesca sul letto
grande, a botte di mille euro pippate in banconote da cinquecento e il
resto manca!
Siete sintomatici anche voi della mitologica influenza A, detta dei
suini, o maiali, o porci o proci a seconda della permanenza in ville
certose piene di tombe fenicie di Forcella, gabbie di salariati e
cadaveri da canale, insaporiti dalle nuove leggi sulla difesa del
territorio?
Essi saranno criminalizzati sulla linea del bagnasciuga! Nella faretra
del vostro potentato restano dimolte frecce tricolori e coloniali a
festeggiare beduini desertici ai quali al tempo rendemmo pariglia di
schiavismo senza nemmeno portargli via l'amato petrolio e l'amato gas.
Ma tant'è, e anche se ti senti come se ti avessero messo un'obelisco
nell'Axum, gioisci popolo della rinnovata ignoranza, poiché tanta parte
del perduto orizzonte è ora coperta dalla coltre dello sgarbo, dello
sgambetto politico, così che se si parla male della tv fa male al re,
se si parla male del lago di Lugano fa male al ricco e guai ad
azzardare una frase odorosa di liquido relativismo chè essa fa male al
Cardinale!
Piegati popolo manifesto di partiti morti, piegati alla stazza
statistica del presidente dei probiviri, l'uomo della Provvidenti, dai
natali augusti e lindi, laddove il canone non è canino ma molare
masticatore, a siggere altri denari da piattaforme impossibili e
indivisibili. Adesso che il frittatone è composto e quattrosaltato in
padella, siete pronti per essere scaraventati sul braciolino autunnale,
che si preannuncia più salato e scottante che mai!
Buona fortuna, santo e navigatore, sonatore di mandolino a manovella,
italiano-baffi-neri di ogni latitudine, dalla Terra del Fuoco al
Manzanarre, figlio di Napoleone e una popolana, salpato alla
costruzione della Città del Sale, di Utroppia, stiliota di Gerico e
fijo di mutter ignita. Buon viaggio e che quer Signori che invochi
tanto al mattino e spergiuri la sera ti mostri la fulminazione come
Mino D'Amato a Damasco!
questo pezzo è riproducibile da chiunque, in qualunque forma, anche a scopo di
lucro. Lo possono pure rifirmare e venderselo come proprio. Tanto noi sappiamo.
Vito 3x2
Grazie Vito.. mi mancavi!!!
8月13日 Parlano le immagini :)  7月25日 Eh si, son di nuovo su, quasi da un mese ormai... questi son giorni incasinati, siamo di trasloco, olè! Nel frattempo, tra uno scatolone e l'altro, che faccio? Leggo, leggo, leggo, e cazzeggio sul web, orari di connessione permettendo (e infatti oggi è sabato, sennò col cavooolo che stavo qua). La situazione è scandalosa, a tutti i livelli, ma siccome la tragedia dalle nostre parti si tramuta troppo spesso in farsa, al più ridiamo. Non faccio neanche nomi, che mi schifìo al sol pensiero. Per tirarmi su, ecco quel che sto ascoltando ora: Non ricordo più del mare
Non ricordo più l'odore
E l'assenza del ricordo
Fa più male del dolore
Fa più male dentro me
Fa più male senza me
Il mio nome è la memoria
Di chi ascolta la coscienza
Destinato dalla storia
Ho capito in un momento
Che un pensiero può viaggiare
Anche se va controvento
Genova lo sai, tante vite in una storia
Perchè si lotta e muore tutti uniti per un credo e la memoria
Genova dicevo, non è un idea come un altra
Non è un idea come un altra
Sono qui sdraiato a terra
Va di fretta la mia vita
Mentre il sangue dentro brucia
Mi si appanna anche la vista
Ma un sorriso mi sorprende
So che non morirò per niente
Quel che lascio a te fratello
é il lottare per un sogno
Ai miei cari lascio tutto
Molto più di un solo lutto
Ma l'orgoglio per un figlio
Che il suo seme è gia un germoglio
Genova lo sai, tante vite in una storia
Perchè si lotta e muore tutti uniti per un credo e la memoria
Genova dicevo, non è un idea come un altra
Non è un idea come un altra
Non ricordo più del mare
Non ricordo più l'odore
E l'assenza del ricordo
Fa più male del dolore
Fa più male dentro me
Fa più male senza meEdit: io sono rincoglionita, e si sapeva, ma c'è qualche rincoglionito più di me che avevo piacere di omaggiare, e ovviamente me ne sono dimenticata: http://www.myspace.com/thegraveofardens Che cos'è? Scoprivatelo, su rieducational ciannel!!! AriEdit: e nun è mica colpa mia se il tizio aggiunge blog come fossero noccioline. Mò aggiorno, che sennò piange :D http://bobbyspedersen.blogspot.com/ 6月7日 Questa è vera, giuro. Il sindaco di Barga (santo subito!) ha diffuso questo volantino nella sua meravigliosa cittadina :D Qualcuno è complice... è complice chi vota per la cosa, è complice chiunque, dichiarandosi di sinistra, incurante e senza sprezzo del ridicolo, vota l'anticosa, che trae la sua linfa vitale proprio dalla cosa, con l'aggravante di un'elezione che nulla ha a che vedere con le assurde e illogiche beghe italiche. Quando il parlamento europeo voterà con maggioranze bulgare ulteriori passi verso il neoliberismo, contro i cittadini, contro i deboli, ne chiederò conto. La cosa Berlusconi
No
veo qué otro nombre le podría dar. Una cosa peligrosamente parecida a
un ser humano, una cosa que da fiestas, organiza orgías y manda en un
país llamado Italia. Esta cosa, esta enfermedad, este virus amenaza con
ser la causa de la muerte moral del país de Verdi si un vómito profundo
no consigue arrancarlo de la conciencia de los italianos antes de que
el veneno acabe corroyéndole las venas y destrozando el corazón de una
de las más ricas culturas europeas. Los valores básicos de la
convivencia humana son pisoteados todos los días por las patas viscosas
de la cosa Berlusconi que, entre sus múltiples talentos, tiene una
habilidad funambulesca para abusar de las palabras, pervirtiéndoles la
intención y el sentido, como en el caso del Polo de la Libertad, que
así se llama el partido con que asaltó el poder. Le llamé delincuente a
esta cosa y no me arrepiento. Por razones de naturaleza semántica y
social que otros podrán explicar mejor que yo, el término delincuente
tiene en Italia una carga negativa mucho más fuerte que en cualquier
otro idioma hablado en Europa. Para traducir de forma clara y
contundente lo que pienso de la cosa Berlusconi utilizo el término en
la acepción que la lengua de Dante le viene dando habitualmente, aunque
sea más que dudoso que Dante lo haya usado alguna vez. Delincuencia, en
mi portugués, significa, de acuerdo con los diccionarios y la práctica
corriente de la comunicación, "acto de cometer delitos, desobedecer
leyes o padrones morales". La definición asienta en la cosa Berlusconi
sin una arruga, sin una tirantez, hasta el punto de parecerse más a una
segunda piel que la ropa que se pone encima. Desde hace años la cosa
Berlusconi viene cometiendo delitos de variable aunque siempre
demostrada gravedad. Para colmo, no es que desobedezca leyes sino, peor
todavía, las manda fabricar para salvaguarda de sus intereses públicos
y privados, de político, empresario y acompañante de menores, y en
cuanto a los patrones morales, ni merece la pena hablar, no hay quien
no sepa en Italia y en el mundo que la cosa Berlusconi hace mucho
tiempo que cayó en la más completa abyección. Este es el primer
ministro italiano, esta es la cosa que el pueblo italiano dos veces ha
elegido para que le sirva de modelo, este es el camino de la ruina al
que, por arrastramiento, están siendo llevados los valores de libertad
y dignidad que impregnaron la música de Verdi y la acción política de
Garibaldi, esos que hicieron de la Italia del siglo XIX, durante la
lucha por la unificación, una guía espiritual de Europa y de los
europeos. Es esto lo que la cosa Berlusconi quiere lanzar al cubo de la
basura de la Historia. ¿Lo acabarán permitiendo los italianos? 5月31日 Sono miracolosamente ancora viva :D
Mi tocca farmi un pò di convalescenza, secondo giorno così a casa e già mi son rotta i cabasisi.. ce la possiamo fare! Scazzo totale, mi divido tra forum, web, libri (sto leggendo I nuovi mostri di Beha), e film (ieri sera I pirati dei caraibi - Ai confini del mondo, stasera Le iene, ma me sa che ora me vedo pure Paura e delirio a Las Vegas, così, per vedere l'effetto che fa... tanto non c'è un cazzo da fare, e non posso mica dormire sempre... Potrei sbrigare delle cose e invece son bloccata qui, mi sento scema (ok, ok.. lo sono!) Mi manca l'amore mio ma devo pazientare ancora un pò.... Progetti a breve termine? Guarigione. E poi? Amore mio, mare, info e blabla per il dottorato, letture, studio, cazzeggio (quello c'è sempre, come san bene certi cosi in giro per il web!)
Saluti i soliti numerosi visitatori del mio blog, praticamente ormai solo io, visto che di commenti manco l'ombra... lo so, ho perso la verve di un tempo, ma che cvolete fà... sto invecchiando!! Ok, ci aggiorniamo prossimamente, prima o poi...
5月5日 Oggi torno giù.. dopo praticamente un mese in "polentonia" con l'amore mio, oggi devo riscendere...ho un pò di cose da sbrigare, più o meno personali, e per un pò starò di nuovo a casa... sto male ogni volta che riscendo, poi però mi riprendo, la vita va così, e poi so che torno su, e le cose gravi della vita sono altre... mi aspetta una giornata un pò incasinata..al'1 parto da qua, e tocco terra sicula non prima di stasera... il tempo ci vuole.. e mi riprenderò domani? aggiornamenti dall'esaurimento cronico (forse) nei prossimi giorni
3月31日 Ebbene si, ce la feci.. Mi sento ancora un pò così.... ho finitoooooooooooooooooooooo aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah! Avevo una calma surreale quand'ero là...eheh... per un momento ho anche pensato di fuggire via! E' ora che mi dedichi un pò a me stessa... sto aspettando che torna robbie (è già verso Messina a quest'ora!) che ci attende una settimana alcoolica :D Nuò! Vabbè..io ho la parlantina e sò spiritosa... ma mia nipote che mi dice che le serve "l'orecchista" perchè non ci sente bene è troppo! Muahahah ne ha preso da sua mamma :P "dettato ortopedico" jukebox :P
Anyway...torno al cazzeggio (perchè è risaputo, scrivere sul blog è un'attività seria eh...)
spinozzatevi! (motestamente alcuni "autori" li conosco!)
3月9日 Se tutto va bene, giovedì avrò in mano la tesi.. e il 30 mi laureo!!! Ora mi sto buttando sulle letture e sulle meditazioni (o sul cazzeggio che dir si voglia!) Voglio ricopiare qua due robe che mi scaldano il cuore... (voglio un commento di giz, claro?!) http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/giapxgenova.html
Dalle
moltitudini d'Europa in marcia contro l'Impero
e verso Genova (19-21 luglio 2001)
Noi
siamo nuovi, ma siamo quelli di sempre.
Siamo antichi per il futuro, esercito di disobbedienza le cui storie sono
armi, da secoli in marcia su questo continente. Nei nostri stendardi è
scritto "dignità". In nome di essa combattiamo chi si vuole padrone
di persone, campi, boschi e corsi d'acqua, governa con l'arbitrio, impone
l'ordine dell'Impero, immiserisce le comunità.
Siamo
i contadini della Jacquerie. I mercenari della Guerra dei Cent'anni
razziavano i nostri villaggi, i nobili di Francia ci affamavano. Nell'anno
del Signore 1358 ci sollevammo, demolimmo castelli, ci riprendemmo il nostro.
Alcuni di noi furono catturati e decapitati. Sentimmo il sangue risalire le
narici, ma eravamo in marcia ormai, e non ci siamo più fermati.
Siamo
i ciompi di Firenze, popolo minuto di opifici e arti minori. Nell'anno
del Signore 1378 un cardatore ci guidò alla rivolta. Prendemmo il Comune,
riformammo arti e mestieri. I padroni fuggirono in campagna e di là
ci affamarono cingendo d'assedio la città. Dopo due anni di stenti
ci sconfissero, restaurarono l'oligarchia, ma il lento contagio dell'esempio
non lo potevano fermare.
Siamo
i contadini d'Inghilterra che presero le armi contro i nobili per porre fine
a gabelle e imposizioni. Nell'anno del Signore 1381 ascoltammo la predicazione
di John Ball: "Quando Adamo zappava ed Eva filava / chi era allora il padrone?".
Con roncole e forconi muovemmo dall'Essex e dal Kent, occupammo Londra, appiccammo
fuochi, saccheggiammo il palazzo dell'Arcivescovo, aprimmo le porte delle
prigioni. Per ordine di re Riccardo II° molti di noi salirono al patibolo,
ma nulla sarebbe più stato come prima.
Siamo
gli hussiti. Siamo i taboriti. Siamo gli artigiani e operai
boemi, ribelli al papa, al re e all'imperatore dopo che il rogo consumò
Ian Hus. Nell'anno del signore 1419 assaltammo il municipio di Praga, defenestrammo
il borgomastro e i consiglieri comunali. Re Venceslao morì di crepacuore.
I potenti d'Europa ci mossero guerra, chiamammo alle armi il popolo ceco.
Respingemmo ogni invasione, contrattaccando entrammo in Austria, Ungheria,
Brandeburgo, Sassonia, Franconia, Palatinato... Il cuore di un continente
nelle nostre mani. Abolimmo il servaggio e le decime. Ci sconfissero trent'anni
di guerre e crociate.
Siamo
i trentaquattromila che risposero all'appello di Hans il pifferaio. Nell'anno
del Signore 1476, la Madonna di
Niklashausen si rivelò ad Hans e disse:
"Niente più re né principi. Niente più papato né
clero. Niente più tasse né decime. I campi, le foreste e i corsi
d'acqua saranno di tutti. Tutti saranno fratelli e nessuno possederà
più del suo vicino."
Arrivammo il giorno di S. Margherita, una candela in una mano e una picca
nell'altra. La Santa Vergine ci avrebbe detto cosa fare. Ma i cavalieri del
Vescovo catturarono Hans, poi ci attaccarono e sconfissero. Hans bruciò
sul rogo. Non così le parole della Vergine.
Siamo
quelli dello Scarpone, salariati e contadini d'Alsazia che, nell'anno del
Signore 1493, cospirarono per giustiziare gli usurai e cancellare i debiti,
espropriare le ricchezze dei monasteri, ridurre lo stipendio dei preti, abolire
la confessione, sostituire al Tribunale Imperiale giudici di villaggio eletti
dal popolo. Il giorno della Santa Pasqua attaccammo la fortezza di Schlettstadt,
ma fummo sconfitti, e molti di noi impiccati o mutilati ed esposti al dileggio
delle genti. Ma quanti di noi proseguirono la marcia portarono lo Scarpone
in tutta la Germania. Dopo anni di repressione e riorganizzazione, nell'anno
del Signore 1513 lo Scarpone insorse a Friburgo. La marcia non si fermava,
né lo Scarpone ha più smesso di battere il suolo.
Siamo
il Povero Konrad, contadini di Svevia che si ribellarono alle tasse su vino,
carne e pane, nell'anno del Signore 1514. In cinquemila minacciammo di conquistare
Schorndorf, nella valle di Rems. Il duca Ulderico promise di abolire le nuove
tasse e ascoltare le lagnanze dei contadini, ma voleva solo prendere tempo.
La rivolta si estese a tutta la Svevia. Mandammo delegati alla Dieta di Stoccarda,
che accolse le nostre proposte, ordinando che Ulderico fosse affiancato da
un consiglio di cavalieri, borghesi e contadini, e che i beni dei monasteri
fossero espropriati e dati alla comunità. Ulderico convocò un'altra
Dieta a Tubinga, si rivolse agli altri principi e radunò una grande
armata. Gli ci volle del bello e del buono per espugnare la valle di Rems:
assediò e affamò il Povero Konrad sul monte Koppel, depredò
i villaggi, arrestò sedicimila contadini, sedici ebbero recisa la testa,
gli altri li condannò a pagare forti ammende. Ma il
Povero Konrad ancora
si solleva.
Siamo
i contadini d'Ungheria che, adunatisi per la crociata contro il Turco, decisero
invece di muover guerra ai signori, nell'anno del Signore 1514. Sessantamila
uomini in armi, guidati dal comandante Dozsa, portarono l'insurrezione in
tutto il paese. L'esercito dei nobili ci accerchiò a Czanad, dov'era
nata una repubblica di eguali. Ci presero dopo due mesi d'assedio. Dozsa fu
arrostito su un trono rovente, i suoi luogotenenti costretti a mangiarne le
carni per aver salva la vita. Migliaia di contadini furono impalati o impiccati.
La strage e quell'empia eucarestia deviarono ma non fermarono la marcia.
Siamo
l'esercito dei contadini e dei minatori di Thomas Muentzer. Nell'anno del
Signore 1524, al grido di: "Tutte le cose sono comuni!" dichiarammo guerra
all'ordine del mondo, i nostri Dodici Articoli fecero tremare i potenti d'Europa.
Conquistammo le città, scaldammo i cuori delle genti. I lanzichenecchi
ci sterminarono in Turingia, Muentzer fu
straziato dal boia, ma chi poteva
più negarlo? Ciò che apparteneva alla terra, alla terra sarebbe
tornato.
Siamo
i lavoranti e contadini senza podere che nell'anno del Signore 1649, a Walton-on-Thames,
Surrey, occuparono la terra comune e presero a sarchiarla e seminarla. "Diggers",
ci chiamarono. "Zappatori". Volevamo vivere insieme, mettere in comune i frutti
della terra. Più volte i proprietari terrieri istigarono contro di
noi folle inferocite. Villici e soldati ci assalirono e rovinarono il raccolto.
Quando tagliammo la legna nel bosco del demanio, i signori ci denunciarono.
Dicevano che avevamo violato le loro proprietà. Ci spostammo a Cobham
Manor, costruimmo case e seminammo grano. La cavalleria ci aggredì,
distrusse le case, calpestò il grano. Ricostruimmo, riseminammo. Altri
come noi si erano riuniti in Kent e in Northamptonshire. Una folla in tumulto
li allontanò. La legge ci scacciò, non
esitammo a rimetterci
in cammino.
Siamo
i servi, i lavoranti, i minatori, gli evasi e i disertori che si unirono ai
cosacchi di Pugaciov, per rovesciare gli autocrati di Russia e abolire il
servaggio. Nell'anno del Signore 1774 ci impadronimmo di roccaforti, espropriammo
ricchezze e dagli Urali ci dirigemmo verso Mosca. Pugaciov fu catturato, ma
il seme avrebbe dato frutti.
Siamo
l'esercito del generale Ludd. Scacciarono i nostri padri dalle terre su cui
vivevano, noi fummo operai tessitori, poi arrivò l'arnese, il telaio
meccanico... Nell'anno del Signore 1811, nelle campagne d'Inghilterra, per
tre mesi colpimmo fabbriche, distruggemmo telai, ci prendemmo gioco di guardie
e conestabili. Il governo ci mandò contro decine di migliaia di soldati
e civili in armi. Una legge infame stabilì che le macchine contavano
più delle persone, e chi le distruggeva andava impiccato. Lord Byron
ammonì:
"Non c'è abbastanza sangue nel vostro codice penale, che se ne deve
versare altro perché salga in cielo e testimoni contro di voi? Come
applicherete questa legge? Chiuderete un intero paese nelle sue prigioni?
Alzerete una forca in ogni campo e appenderete uomini come spaventacorvi?
O semplicemente attuerete uno sterminio?... Sono questi i rimedi per una popolazione
affamata e disperata?".
Scatenammo la rivolta generale, ma eravamo provati, denutriti. Chi non penzolò
col cappio al collo fu portato in Australia. Ma il generale Ludd cavalca ancora
di notte, al limitare dei campi, e ancora raduna le armate.
Siamo
le moltitudini operaie del Cambridgeshire, agli ordini del Capitano Swing,
nell'anno del Signore 1830. Contro leggi
tiranniche ci ammutinammo, incendiammo
fienili, sfasciammo macchinari, minacciammo i padroni, attaccammo i posti
di polizia, giustiziammo i delatori. Fummo avviati al patibolo, ma la chiamata
del Capitano Swing serrava le file di un esercito più grande. La polvere
sollevata dal suo incedere si posava sulle giubbe degli sbirri e sulle toghe
dei giudici. Ci attendevano centocinquant'anni di assalto al cielo.
Siamo
i tessitori di Slesia che si ribellarono nell'anno 1844, gli stampatori
di cotonate che quello stesso anno infiammarono la Boemia, gli insorti proletari
dell'anno di grazia 1848, gli spettri che tormentarono le notti dei papi e
degli zar, dei padroni e dei loro lacchè. Siamo quelli di Parigi, anno
di grazia 1871.
Abbiamo attraversato il secolo della follia e delle vendette, e proseguiamo
la marcia.
Loro
si dicono nuovi, si battezzano con sigle esoteriche: G8, FMI, WB, WTO, NAFTA,
FTAA... Ma non ci ingannano, sono quelli di sempre: gli écorcheurs
che razziarono i nostri villaggi, gli oligarchi che si ripresero Firenze,
la corte dell'imperatore Sigismondo che attirò Ian Hus con l'inganno,
la Dieta di Tubinga che obbedì a Ulderico e annullò le conquiste
del Povero Konrad, i principi che mandarono i lanzichenecchi a Frankenhausen,
gli empii che arrostirono
Dozsa, i proprietari terrieri che tormentarono gli
Zappatori, gli autocrati che vinsero Pugaciov, il governo contro cui tuonò
Byron, il vecchio mondo che vanificò i nostri assalti e sfasciò
ogni scala per il cielo.
Oggi
hanno un nuovo impero, su tutto l'orbe impongono nuove servitù della
gleba, si pretendono padroni della Terra e del Mare.
Contro
di loro, ancora una volta, noi moltitudini ci solleviamo.
Genova.
Penisola italica.
19, 20 e 21 luglio
di un anno che non è più di alcun Signore.
http://www.osteriapopolareberica.it/Testi_Canzoni/Gert.htm
Canzone del capitano Gert
(furya – OPB)
Ho perduto il mio nome
Nella piana a Frankenhausen
Nel massacro degli eletti
Sotto ai colpi di Lutero
Ho battezzato i contadini
Con il fango e con la falce
Ho imparato la rivolta
Nei solchi delle loro facce
Era il tempo in cui il Maestro
Incendiava chiese e altari
Di chi ha tradito dio e gli oppressi
Lavandosi le mani
Quello che devo fare
Quello che devo fare
Accettare la sconfitti
E mettermi a scappare
Quello che devo fare
Quello che devo fare
Coltivare la vendetta
Negli occhi di chi ha sete e ha fame
Braccato senza tempo
Dalla Santa Inquisizione
Ho ritrovato dentro a un pozzo
La follia della ragione
Nei bordelli dell’impero
Nelle locande straboccanti
Ho brindato con la daga
All’epopea dei nuovi santi
Un profeta fornaio
Un poeta pappone
A ripulire il Tempio
Dai mercanti in confessione
Quello che devo fare
Quello che devo fare
Rivestire la mantella
E cominciare a camminare
Quello che devo fare
Quello che devo fare
Rimboccare la bisaccia
Di ferro, piombo e rame
Ma seminare la gramigna
In una terra concimata
Può portare a fioritura
Una rosa avvelenata
E se il frutto dell’orrore
È annaffiato con premura
Il raccolto di cancrena
È cosa assai sicura
Re Davide scortato
Dagli unti e dai bambini
A partorire il suo delirio
Tra le braccia dei becchini
Quello che devo fare
Quello che devo fare
Sputare su ogni scettro
Il groviglio del mio errare
Quello che devo fare
Quello che devo fare
Annusare senza tregua
Chi ha tradito come un cane
La mia memoria, la mia sacca
Solamente han conservato
Quattro lettere ingiallite
Sopra a un nome camuffato
Ma il sapore della rogna
E l’odore della merda
Basteranno per guidarmi
Dritto dritto alla tua reggia
Ho fottuto banchieri
Raggirato i loro affari
Per finire ad aspettarti
Tra le spezie ed i canali
Quello che devo fare
Quello che devo fare
Imbastire coi giudei
Una trama colossale
Quello che devo fare
Quello che devo fare
Portare il vaticano
Tra i tedeschi e le puttane
Venezia che galleggia
Sulla punta di un diamante
Venezia che mi accoglie
Senza far troppe domande
Con Demetra al Caratello
E il “Beneficio” nella mano
Ho cambiato le mie vesti
Con quelle di Tiziano
Ti ho attirato nella gabbia
Come un topo col formaggio
Per vedere com’è fatta
La faccia di un vigliacco
Quello che devo fare
Quello che devo fare
Assistere alla fine
Di una storia trentennale
Quello che devo fare
Quello che devo fare
Toglierti il cappuccio
E iniziare a ricordare…
Ripercorro nella nebbia
L’esistenza di un perdente
Tra i morti dietro a un sogno
E le spine del presente
Due vecchi, due racconti
Scritti sullo stesso muro:
Io non sono uguale a te
Non ho servito mai nessuno
Agli occhi dei potenti
E degli sbirri al loro soldo
Son tra quelli che han sfidato
L’ordine del mondo
Quello che devo fare
Quello che devo fare
Ridere di voi
E solcare ancora il mare
Nella bonaccia di chi attende
Di scagliare un’altra pietra
Possano i miei giorni
Trascorrer senza meta
3月5日 Sono consumata!! In questo momento ho ancora la pupilla dilatata da ieri (maledetta atropina!) e non potrei stare davanti al pc, ad esempio.. ma vabbè... siccome avrei finito le materie e dovrei chiudere la tesi al più presto.. sto qua. Intermezzi di Gaber che sennò gli occhi li porto direttamente a rottamare, altro che prova lenti lunedì... ascolto con gli occhi chiusi, fa bene meditare un pò allontanarsi da tutto, anche se il divieto di leggere mi fa girare alcuni li cojoni.. e pazienza, avevo cominciato Come un romanzo di Pennac (bellu!) avant'ieri, ed eccomi qua, non posso continuare. Dice, vabbè ma che ti metti a leggere che devi finire la tesi e c'hai na spada di Damocle sulla testa che è enorme? Giusto, non leggo per far pausa ma correggo la tesi... e 'sti cazzi.. è peggio di un libro lo schermo del pc!!! E allora torno a Gaber, che tante, troppe cose, non ho ancora ascoltato. E posto qui qualche chicca, che m'ha fatto ribaltare. Certo, è un grande, non ce n'è per nessuno :)
NOCI DI COCCO
Coro: Che fame!
Che fame!
Che fame!
Che fame!
Che fame!
Che fame!
Che fame!
Che fame!
Che fame!
G: E qui, in quest’isola deserta, non c’è niente da mangiare!
Che fame!
Che fame!
G: Poveri noi. Così uniti, così solidali, tutti uguali senza niente da mangiare!
Che fame!
Che fame!
G: Uhè! Uhè! Vedo delle noci di cocco. Sì, ci sono moltissime noci di cocco!
Coro: Bene! Evviva! Abbiamo trovato le noci di cocco!
Abbiamo trovato le noci di cocco!
Abbiamo trovato le noci di cocco!
Abbiamo trovato le noci di cocco!
G: No. No. Ho trovato le noci di cocco!
Eh sì, le noci di cocco le ho trovate io, quindi me le mangio io!
Coro: Ma anche noi abbiamo fame!
G: No vedete ragazzi facciamo un ragionamento. Nella vita non tutti gli
uomini sono uguali: ci sono uomini normali e uomini d’ingegno. Non a
caso le noci di cocco le ho trovate io!
Coro: Ma cosa te ne fai di tante noci di cocco? Tu se solo e noi siamo in tanti!
G: Non è il numero che conta è l’intelligenza dell’individuo!
Coro: Tu se solo e noi siamo in tanti!
G: Non crederete mica di farmi paura con delle minacce vero?
Coro: Tu se solo e noi siamo in tanti!
G: È vero! Io sono solo e loro sono tanti. Bisogna che li calmi. Certo non con le noci eh?
Bisogna che inventi qualcosa, qualcosa di giusto, di civile. Guai se
cominciamo con la violenza. Il rispetto! Il rispetto di quello che
siamo, di quello che abbiamo, qualcosa di serio, di importante, di
democratico!
Ci sono, ho trovato! Invento lo Stato!
Coro: (intona l’Inno di Mameli)
IL SENSO
Secondo me è un periodo che non si capisce più niente. No, dico nelle
conversazioni, no? Sia che si parli di noi, sia che si parli del mondo. No,
perché io posso anche capire che uno abbia delle idee politiche!
beato lui. Che si spieghi. Ecco, che non dica parole che non vogliono
dire niente o tutto. Che poi io gli rispondo, e lui mi risponde, e
io gli rispondo, e mi fa incazzare, e finisce che si litiga senza avere
neanche capito bene di che cosa stiamo parlando. Ordine ci vuole,
ordine, a cominciare dalle parole. Bisogna ridargli un senso,
specialmente a quelle parole soggette a cambiare nel tempo. Eh! Perché
se uno dice 'fascismo', non è che si sa tanto bene cosa vuol dire,
però l'altro capisce che non è una gran cosa. Perfetto, si sono
accordati sul senso. Ma se uno mi dice 'democrazia', io gli do lo
stop: 'Stop! Adesso tu mi dici se per te è una cosa buona o una
schifezza!'. Allora lui mi spiega con altre parole e io: 'Stop! Stop!
Stop!'. Mi evitano. Solo perché voglio che ci si accordi sul senso.
Ma certo, anche per difendermi. Ma dico, se uno a tavola ti dice
'compagno', tu non sai se ti sta dando del cretino o no! Si potrebbe
capire sapendo lui come la pensa, questo sì, ma se te lo dice uno per
strada, eh? 'compagno'... Dal tono forse: 'Compagno!'. Questo è chiaro. 'Compagnooo'. Anche questo è chiaro. 'Compagno!'. Questo non si capisce, per esempio. E
poi, anche se si capisse, a questo punto non si sa più perché bisogna
usare le parole. Basterebbe fare: 'Heee bllla huuua huuu...'. Bisogna
decidere, su! O essere delle mucche o ridare un senso alle parole. Un
senso storico. Perché è la storia che come sempre fa casino, capisci?
Ti cambia da un giorno all'altro il significato delle parole, perché
lei, la storia, c'ha un suo percorso, no? e allora tu prima di
parlare con uno devi sapere a che punto sta lui della storia, no? Io lo guardo un po' poi gli faccio: 'Tu dove stai?'. Mi evitano. E
fanno male, perché non stanno attenti, sono disordinati. Ma dico io,
se uno non sta dietro alle cose nell'arco di una vita una parola come
'coppia', ecco 'coppia', 'coppia¦ quando ero piccolo erano due
persone che si volevano bene. Poi c'è stato un periodo che erano due
persone¦ nemmeno due persone, era una schifezza proprio! Adesso sta
rimontando, vedi? Per coppia si intende 'coppia critica', e cioè loro
sanno che è una schifezza ma va bene così. Perfetto! Perfetto! Va
benissimo, si sono accordati sull'imperfezione dell'amore, eh! Amore? Stop! Bisognerebbe ridargli un senso. Anche le ragazze mi evitano. Ma
allora bisogna usare solo parole come cane, gatto, albero, cavallo!
Ecco, se uno mi dice 'cavallo' lo so cos'è, eh! Non mi diverto ma lo
so. Eh sì, perché se la gente parlasse solo di animali, di verdure¦
di cassapanche, non si gode ma ci si capisce. E invece allora parole
di pace, di inflazione: stop! Energia, Einstein: stop! Cultura: stop!
Sfratti, religione: stop! Politica: stop! Stop! Stop! Accordiamoci sul
senso! Il senso? Ma che senso ha il senso?
2月19日
Resistencia!
Brilla el sol, todo está bajo control
amanece un nuevo día en la colmena
quiero que cada cual se disponga a trabajar
mi palabra es la más sólida doctrina
Han aprendido a respetar, saben a quién hay que alabar
No se hable más, comenzad la actividad.
Te has olvidado que existimos y estamos aquí
la misma pesadilla que no te deja dormir
somos la mala hierba que quisiste eliminar
por mucho que lo intentes volveremos a brotar
Somos los miedos que producirán tu depresión
como bacterias proliferan en una infección
somos la arcada, gusano en tu manzana
tarde o temprano acabaremos con la humillación.
ay! ay! ay! ay! ¡humillación!
AQUÍ ESTÁN, AQUÍ ESTOY, REBELIÓN EN LA COLMENA
ALLÁ VAN, ALLÁ VOY, VAMOS A POR TI
AQUÍ ESTÁN, AQUÍ ESTOY, SOMOS OBRA DEL SISTEMA
ALLÁ VAN, ALLÁ VOY, VAMOS A POR TI
Oui, je suis le feu de la justicie
Oui, nous sommes le feu de la justicie
ay! ay! ay! ay!...
En los suburbios se respira la revolución
la rebeldía es generada por la situación
de un sistema que protege a los que tienen más
no somos marionetas que puedas manipular
Son obreros, inmigrantes y desempleados
los que sufren el desprecio de este puto estado
Que revienten de oriente hasta occidente
los gobernantes dictadores democratizados
ay! ay! ay! ay! ¡democratizados!
AQUÍ ESTÁN, AQUÍ ESTOY, REBELIÓN...
oui, je suis la racaille de cette patrie
oui on l'attend le "Karcher" de Sarkozy
Oui, je suis le feu de la justicie
Oui, nous sommes le fue de la justicie
Brilla el sol, todo está fuera de control
es el fuego el que ilumina tu colmena
2月10日   http://votantonioblog.splinder.com/post/19781223/A+voi
A voi, testedicazzo, che questi buffoni li avete votati.
A voi, coglioni veltruschini, che ne siete complici.
A voi, politicanti schifosi, feccia indegna di un paese civile, parassiti della società, luridi fascisti.
A voi, papi vescovi e cardinali, che da duemila anni comandate in casa d'altri.
A voi, sciacalli col microfono.
A voi, idioti che dormite, che accettate senza batter ciglio leggi razziali e provvedimenti fascisti.
A voi, morti nelle coscienze, che rincorrete ambulanze gridando "Svegliati!".
A voi, spenti fin nell'anima, che non avete più nemmeno la dignità di stare zitti.
Che possiate ritrovarvi a vegetare, che le
vostre vite siano affidate a delle macchine, che le vostre volontà
siano calpestate, che i vostri cari siano calunniati, che gente immonda
come voi non provi rispetto nemmeno per la vostra morte.
E che dopo diciassette anni, il vostro dio vi incenerisca tutti!
http://www.carmillaonline.com/archives/2009/02/002935.html#002935
di Wu Ming 1
La clinica nido di membra stanche la casa del riposo
sorge su un colle azzurra come lama di forbice
bianca come latte in polvere come
un lenzuolo e silenzio attorno
La Pace
Arcadia dell'ultimo miglio
qui si è raccolta la famiglia prega assiste la ragazza
si prepara
morta da tanti anni si appresta a morire
senza la paura né l'orrore né bisogno
di aggrapparsi a una mano nell'ultimo momento
[come nei film prove d'attore a buon mercato]
prima del tuffo nel vuoto perché fluttua già nel vuoto
magra nel sarcofago vuoto solo un canale non sintonizzato
sotto la palpebra vuoto
Ce ne è voluto di tempo
tempo per farsi udire capire tempo
per ricorrere reclamare puntare i piedi
risolvere
tutti lo fanno di nascosto
per non soffrire più
di nascosto
perché così si è sempre fatto
di nascosto
succede tutti i giorni dappertutto
di nascosto
si staccano le spine perché qualcuno inciampa
si fermano le cure perché
non sono cure
la legge lo proibisce questi morti
fratelli sorelle
figlie
non vanno sepolti
legge dettata da imbecilli in palandrana
virtuosi col culo degli altri
mentecatti in sottanone
mantecati in dottrine di fango
e cattivi profumi
Poi qualcuno ha detto
di non volerlo fare di nascosto non più di nascosto
perché anche le buone azioni creano circoli viziosi
refoli di aria viziata se non escono
dai chiostri
dove si muore in camuffa
[ma per davvero eccome per davvero]
Qualcuno lo ha detto per tutti
l'uomo bloccato che parlava con le ciglia
l'uomo che perdeva un muscolo al giorno
e il padre della bella dormiente per sempre
sono usciti dal chiostro dove inciampano i dottori
e la piazza si è riempita di voci e lampi si è riempita
di conflitto discorsi la vita la morte e parecchi
ma in fondo nemmeno parecchi
fingevano fingono di non sapere
che di nascosto succede tutti i giorni
Il padre della bella dormiente per sempre
ridotta a pacco di carne e tecnica
dopo il cammino e le tappe forzate sforzate aperte
col piede di porco della tenacia
ricorsi rivolgimenti e un potere refrattario
rinfrangente rifocillantesi di facile consenso
ebbene dopo tutti questi anni di rimbalzi
la bella dormiente per sempre
è all'ultima stazione di un calvario senza i sensi
e tutto sembrerebbe andare bene
finalmente andare bene finalmente
il sollievo
unico momento di vera vita
unici giorni di vita nel corpo
che lotta restituito alla lotta al cadere
al panta rèi
Ma la cattiva sorpresa sale
da dietro la collina sulla strada provinciale
è un caravàn un serraglio di bestie in maschera
di maschere in bestia
convoglio di uomini e troie automobili
dai vetri blindati piene di ghigni espressioni bloccate
in sorrisi di circo e stanza eccoli
si pippano a vicenda la forfora dal cranio
coi biglietti da cinquecento euri
raccontano barzellette barzotte lubriche
gran pacche sulle ginocchia
Sono pronti all'exploit
perché è ora di finirla
Sono
1) Il Primus dei ministri primus habens
2) e 3) il Pope col segreto segretario
detto l'Uccello di rovo
4) Il deputato De Puta
5) Il Filosofino
6) Il Sondaggista
Arrivano di gran carriera
sudati alticci labbra gonfie da impuniti
riempiono il vialetto della clinica
invadono la corsia di tubi al neon
vanno a guardare il corpo
col codazzo di guardie del corpo
e guardie svizzere
[siamo al confine con la Svizzera]
occhiali neri braghe da pagliacci alabarde
Avanti a tutti
il Primus dei ministri primus habens
parrucca di pelo di ratto faccia
bistrata di biacca piastriccio d'ombretto da funebri pompe
[honni soit qui mal y pense]
impagliato da vivo per paura di morire
paladino della vita impasto
di merda e paglia
fa gli onori di casa in casa d'altri
da troppi anni
qui è avanguardia e frangiflutti per
il Pope del Nord
a braccetto con l'Uccello di rovo
bastone della sua vecchiaia
fanno quasi tenerezza
e il Pope somiglia a una candida nonna
parla di pace ma porta il frustino
tiene in bocca uno scudiscio
parla di vita e di morte ogni giorno
accende mutui sui culi degli altri
e a noi tocca pagarli
a tasso variabile
invariabilmente
L'onorevole Nico De Puta è smarrito
vive circondato da cronisti
rilascia dichiarazioni sferra scomuniche civili scaglia
sempre anatemi sempre con l'occhio sempre fisso sull'obiettivo sempre
un occhio bovino che ti guarda dallo schermo
e ti fa venire freddo ma ora è solo
solo con le guardie del corpo nessun microfono
né telecamera
Il Filosofino
ha la faccia colorata di nulla
parla di vita e di morte sui giornali
parla di vita e di morte nei talk-show
collegato da un'altra città sempre
in un'altra città faccia grande su schermo
grande colorata di nulla
Il Sondaggista
fu da giovane maoista
ci mette la faccia e che faccia
per dirti che su cento italiani
novantotto cagano merda
e il due per cento fa la cacca
distilla opinioni a ph neutro
tutte le sere sorride a piene ganasce
ma quando serve se c'è un rovescio
suo compito è farne medaglia
settanta persone su cento la pensano
come non piace al padrone
lui pronto a dire paese
spaccato quasi a metà
Camminano e tutti si spostano
fatece largo che passamo noi
fremono i gorilla dell'antiguerriglia
agli ordini del capo-camarilla
la caposala chiede spiegazioni
il primario chiede spiegazioni
vociare di protesta dei parenti
della bella dormiente per sempre
partono i gorilla il branco bramisce
come un unico alce in calore
un alce a cazzo duro con la Sindrome di Tourette
sparano una salva una selva di porcidèi
il Pope non si scompone anzi
benedice a mezza voce i tirapugni
manganelli retrattili d'acciaio
incidono le teste e sganassoni
mettono i volti a soqquadro
tra pianti e imprecazioni
il Pope con aria dispiaciuta
mulina per l'aere segni della croce
chissà forse dovrebbero attenuare spargere polline
di perdono
dal pavimento dove giacciono i corpi
si innalza un rantolante vaffanculo
spento da un tacco che sbriciola qualcosa
era il padre della ragazza
la bella dormiente per sempre
è lei che vogliono
il Primus dei ministri primus habens
ride beato e dice
avanti
avanti
Davanti alla porta chiusa
ogni maschio inspira forte
e butta fuori ci-o-due
mentre si palpa il pacco
momento che non è di esitazione
ma parte della coreografia
il timing dev'essere perfetto
il Primus è un maestro drammaturgo
poi fa
un cenno
sfondano la porta
Il corpo di lei
stretto rinsecchito atrofizzato
campo desertificato
come tanti saprofiti spuntano tralicci
che portano cavi
tubi
su cui stanno appollaiati come corvi
i sogni di dominio
di questo potere che adesso la guarda
fremente vapore fremente
dalle narici
bavetta che cola sul mento
mani sui pacchi
fuori
i gorilla montano la guardia
e allora fuori
gli uccelli allora
nerastri come cuccioli di corvi
bocche protese verso il verme
stretti rinsecchiti atrofizzati
flaccidi come meduse
questo potere a cazzo fuori sogghigna
si tratta di impartire una lezione
è loro questo corpo
li intriga il suo fiore di catacomba
flaccidi
di fronte a lei dormiente si sentono eterni
flaccidi
la sua parvenza di vita li fa sentire vivi
flaccidi
la sua immobilità li dinamizza
flaccidi
il suo non poter scegliere eccita il loro arbitrio
flaccidi
il suo non avere più niente li fa sentire proprietari
epperò
flaccidi
Calano i calzoni
parte la danza flap flap di mani su e giù
flap flap pugni stretti su e giù
uno in faccia all'altro su e giù
flap flap come un battere d'ali senza decollo
provando a risvegliare uccelli vecchi
dalle ali stanche
appese a corpi stanchi come sacchetti
di necrosi
appese a corpi che non vogliono morire
il Sondaggista li rassicura tutti
il novanta per cento dei membri si rizza
dopo i primi cinque minuti
gli altri dopo i primi dieci
non c'è da preoccuparsi
se sembriamo morti
ottanta italiani su cento
sembrano morti ma sono in gran forma
flaccidi
allegria d'artificio li anima
flaccidi
fuori i gorilla vegliano
dal letto il corpo non assiste
testimone
di niente
tutti quanti
appena appena barzotti
uova in camicia che sanno di vecchio
flaccidi
Il Primus afferma il primato
con un salto da primate
vorrebbe tuffarsi sul corpo
ma lo blocca un cigolìo alla schiena
si costringe a movenze caute
del resto c'ha quasi ottant'anni
sale sul letto pian piano
flaccido pian piano
in cerca del sesso
in cerca impaziente del sesso
in cerca angosciosa del sesso
in cerca attonita del
sesso mentre cerca di tenere
la mezza erezione
si perde nelle pieghe di un mistero
confuso
me l'avevano data
per bella figa
vedrà vedrà mi han detto
mi han preso per il culo mi sentiranno
quando torno a Palazzo mi sentiranno
nel culo
oh se mi sentiranno
ma adesso
deve fare buon viso a cattivo gioco adesso
reggere la parte del grande amatore adesso
si sdraia sul corpo e grugnisce
finge di dare un colpo due tre ansima
flaccido
si alza affettando trionfo
adesso tocca agli altri adesso
si guarda nelle mutande
chissà come
ha eiaculato un fiotto di
un fiotto di sangue e
un fiotto di sangue e pus
presagio di morte disagio dosaggio di morte
fa finta di niente nessuno si è accorto
si allaccia i calzoni
fuori i gorilla vegliano
Uno dopo l'altro
flaccidi sudati calzoni calati
simulano il coito
respinti dal mistero che sei
bella dormiente per sempre
sugli scogli del tuo mistero si spaccano le chiglie
di ogni nave da guerra
nelle sabbie del tuo mistero sprofondano i convogli
che portano armi
nel buco del tuo mistero vengono inghiottiti gli dèi
nel mistero del tuo mistero si perdono le certezze
del potere
dello Stato
sul tuo stato
Embarazo
parola falsa amica
vuol dire essere gravide in Castiglia
e sentirsi facce di cazzo in Italia
Forse cercavano l'embarazo
di certo li morde l'imbarazzo
ciascuno ha in faccia il proprio cazzo
flaccido
io so che tu sai che io so
lui sa che tu sai che lui sa
lei sa che io so che tu sai
tutti sappiamo di esser morti
e in decomposizione
Il Primus va a orinare
lui orina pochissimo sapete
due gocce e ci mette una vita
problemi di prostata sapete
ma questo della prostata è un pretesto
si studia la mutandata
dal glande continua a uscire pus
si studia l'inguine
che sembra cedere in procinto di
cedere creparsi in procinto di
arrendersi a qualcosa
la pelle è rossa e croccante
dietro si agita
qualcosa
buon viso a cattivo gioco adesso
il Primus si guarda allo specchio
la pelle è giallastra e cascante
Chissà perché il bisogno scappa a tutti
e ognuno sta in bagno una vita sapete com'è
dopo una certa età sapete com'è
ché qui sembriamo sempre dei ragazzini ma gli anni passano
due gocce e ci vuole mezz'ora
ma in fondo siamo in forma
sopra la media nazionale di bell'aspetto
pensate che novanta italiani su cento
sono più brutti di noi
dal letto il corpo non assiste alla processione
parata verso il cesso a senso unico alternato
dal letto il corpo è testimone
di niente
e fuori i gorilla vegliano
ogni animale è triste post coito
se di coito si può parlare
nessuno si gira a guardarla nessuno
spaventa
il suo fiore di catacomba
la marcia verso l'uscita è più mesta
su tutti grava un peso grave un peso
denso nero grave un peso greve li schiaccia un peso
li tira giù lo sentono
lo sentono nei dischi vertebrali
erano arsi dall'ansia di catarsi
adesso sono spompi e spenti adesso
respirano col soffio di una valvola
difettosa
ognuno sa che gli altri sanno
si portano la mano al pacco
qualcosa si muove là sotto là dietro là dentro
li morde da dentro
la pelle sottile
la pelle che cede a uno scavo di talpa
e fuori c'è il sole
la luce del sole
fuori
riparte il convoglio
giù per la collina giù
sulla strada provinciale giù
un peso li tira
d'ora in avanti
giù
ci vorrà tempo ma
giù
7-9 febbraio 2009
http://www.carmillaonline.com/archives/2009/02/002934.html#002934 Il corpo e il sangue di Eluana Englaro: lo stupro assoluto
di Giuseppe Genna
Prima
di iniziare qualunque discorso sulle drammatiche ore che sta vivendo il
Paese, poiché queste ore si scatenano utilizzando in maniera oscena e
quasi triviale il corpo e il sangue di Eluana Englaro, è a lei - a
quello che è stata e a quella crisalide abbandonata che è ora - che
dovrebbe andare un silenzio meditativo e privo di giudizio. Il suo
corpo e il suo sangue non sono offerti in dono, e comunque non affinché
l'eventuale dono si tramuti nel massacro volgare a cui stiamo
assistendo. Il suo corpo inabile poiché inabile è il suo organo
cerebrale, e quei 17 anni di pura vegetazione: la tragedia prima è
questa, cioè l'artificialità con cui la natura è stata soppressa da una
seconda natura, violentissima, che ne ha stuprato la volontà certa,
comprovata, che lei non avrebbe desiderato per sé l'artificio che
mantenesse respirante un corpo incapace di sopravvivere, nemmeno di
vivere, senza l'ausilio di questo emblema della tragedia tutta, che è
"il sondino".
Davvero non coglie pietà a fronte di un corpo rattrappito, una persona
che non detiene più il principio di personalità? Pietà pura, intendo:
non giudizio pietoso o pietistico, e tantomeno ideologico.
Raffiguratevela mentalmente e sentitevi lei. Perché, se non si
riaccende l'empatia e la pietà, cioè l'amore stesso, ogni parola è vana
e ciò che si sta per leggere diventa ulteriore rumore nella lugubre e
drammatica caciara di queste ore italiane - nell'espropriazione
definitiva dell'Italia repubblicana da se stessa, che è la fase che ci
stanno facendo vivere: a noi, non a Eluana.
L'ordine del discorso parte dalla concretezza della situazione
corporea, ed eventualmente animica (come si specificherà di seguito),
di Eluana Englaro. Si deve partire concretamente, materialmente,
mondanamente da lei: non si deve prescindere da lei. Deve
rimanere presente, come un filo rosso acceso, per tutto il discorso.
Qualunque grado di affermazione deve essere riportato a quel corpo che
sta nel letto della clinica La Quiete, questo luogo assediato tutto attorno da una nazione che pressa diventando Il Rumore.
Il rumore stupra il silenzio di fronte al quale ci si pone vedendo il
corpo e il sangue di Eluana Englaro e il suo mistero finale - una fine
che dura intatta e intollerabile da 17 anni.
Si parte, nell'ordine del discorso, da quanto il premier Berlusconi, in
evidente coordinamento con le gerarchie della chiesa cattolica, sta
compiendo in queste ore: è un discorso politico. Si continua il
discorso esaminando la posizione eversiva, rispetto a uno Stato laico e
sovrano, della chiesa cattolica. Si giunge, dunque, a discutere della
situazione di Eluana. E si conclude il discorso: ogni discorso, come
ogni esistenza, affonda nel silenzio - ed è a questo silenzio che si
inviterà lo sguardo e il corpo tutto di chi legge queste parole.
Lo stupro politico
Ciò che sta avvenendo in queste ore già definite drammatiche per
l'Italia: è un colpo di Stato, o perlomeno una discontinuità, un evento
politico che chiude la parentesi iniziatasi nel 1992/93.
Fino a venerdì, quando ha deciso lo strappo istituzionale più grave
della storia della Repubblica, il premier Berlusconi aveva enunciato
una sua posizione personale sul caso Englaro (già questa oscenità
giornalistica andrebbe ricondotta a silenzio: "il caso Englaro", "il
caso Cogne", "il caso Meredith" - questa morbosità spalmata sui lobi
cerebrali della nazione, che se li fa spalmare volentieri...). La
posizione del premier Berlusconi era di totale incertezza, di
solidarietà con Beppino Englaro, di empatia con l'ambiguità terribile
del momento e della scelta. Confesso che le sue dichiarazioni umane,
discrete, finite per una volta in minimi trafiletti e non in
obbrobriose paginate, costituiscono per me l'unico momento,
in quasi un ventennio, in cui Silvio Berlusconi mi è parso umanamente
comprensibile, tremulo - e quindi virtuoso. La sensazione di simpatia
non ha avuto il tempo di durare.
Il premier ha scelto di muoversi politicamente sfruttando il corpo
privo di coscienza di Eluana Englaro: ha, cioè, scelto di muoversi
antipoliticamente. Ha sfruttato l'emotività amplificata dai media
intorno al corpo di Eluana Englaro per scatenare la tempesta perfetta
di una lacerante mossa di scacchi: la mossa di fare saltare la
scacchiera tutta della politica, intesa nell'accezione istituzionale.
Non fosse chiaro quanto è successo, tento di riassumerne i momenti
cardinali e le motivazioni sottaciute, enunciate invece alla nazione
con spudoratezza mussoliniana, come ricorda il fondo di Eugenio
Scalfari su La Repubblica di oggi:
- Improvvisamente, mutando opinione e rompendo la discrezione che aveva
mantenuto fino a quel momento, Berlusconi convoca il consiglio dei
ministri affinché emani un decreto legge di applicazione immediata per
interrompere il protocollo che porterà il corpo incosciente di Eluana a
una morte naturale. Il decreto legge è uno strumento straordinario e,
in quanto tale, deve essere approvato dal Presidente della Repubblica,
poiché esso scavalca, per presupposti di urgenza ma anche di
opportunità, il lavoro del Parlamento. Prima di emettere un decreto
legge, che cioè diventa legge dello Stato senza essere votato dai rappresentanti del popolo,
esistono contatti con la Presidenza dello Stato, onde evitare conflitti
ai più alti livelli istituzionali. Tali contatti, parzialmente
riservati, hanno al proprio centro il parere del Capo dello Stato: il
quale, rispetto al decreto legge in questione, avanza le sue
perplessità di anticostituzionalità e anticipa in una lettera privata,
indirizzata al premier, che non firmerà il decreto in questione.
Questo è il momento in cui, sfruttando lo stato emotivo confusionale
del Paese, Berlusconi decide di compiere la sua istantanea, fulminea
marcia su Roma: al di fuori da ogni protocollo, rende pubblica e
commenta, con un'interpretazione assolutamente deviante, la lettera
inviatagli da Napolitano. Attraverso negazione, evoca l'improponibile
spettro dell'impeachment nei
confronti del Capo dello Stato. Non può più fare il decreto legge,
passerà per il Parlamento: in tre giorni la legge sarà fatta - l'arco
di tempo in cui il Cristo ci mise a risorgere, secondo i credenti.
- La ragione centrale di un'eventuale discussione parlamentare, che
viene relegata sullo sfondo e dimenticata, è che si tratta di materia
complessa eticamente e dunque politicamente, già al vaglio delle
Commissioni e in discussione alle Camere: si tratta di stabilire una
regolamentazione della materia che si riassume come "testamento
biologico". Da questo momento, il Parlamento, composto da una
maggioranza che obbedisce soldatescamente alle disposizioni del premier
voluto dagli italiani, è esentato da quel dibattito complesso e
decisivo, che viene stracciato, abbandonato, silenziato. Si voterà il
decreto legge urgentemente.
Questo è il momento in cui, secondo le categorie classiche, la democrazia si trasforma in demagogia: si attua uno stupro nei confronti della democrazia. La Repubblica è stuprata.
- In pari tempo, e del tutto coerentemente, il premier non smette di
attaccare il Capo dello Stato e arriva a mettere in discussione una
Costituzione che è riconosciutamente un modello di equilibratezza. Lo
fa con due argomenti: la Costituzione gli limita i poteri, perché se
lui vuole decidere con urgenza e non convocare le Camere, vuole poterlo
fare e la Costituzione invece gli mette i bastoni tra le ruote,
regolamentando i processi attuativi, riportandoli nella logica saggia e
democratica del contrappeso tra poteri, impedendo così una deriva da caudillo al
governo dell'Italia; il secondo argomento, tutto mediatico, giocato
sulla menzogna storica, è che la Costituzione sarebbe stata influenzata
da padri fondatori ideologizzati, in particolare da comunisti che
guardavano all'Unione Sovietica, e, nel condizionamento mediale che va
avanti per slogan a effetto, ciò viene espresso con la sintesi che "La
Costituzione è filosovietica", il che fa saltare le premesse di ogni
plausibile sillogismo, agendo sulla componente irrazionale di metà di
un popolo che tale non è mai diventato. Poiché la Costituzione sarebbe
vecchia e comunista (quando è invece modernissima, presa a esempio da
altre nazioni, e fu elaborata proprio prescindendo dai possibili
ideologismi del tempo, che ne avrebbero condizionato la durata e la
validità, secondo tutte le testimonianze storiche che sono
pubblicamente consultabili), Berlusconi annuncia che vuole riformare la
Costituzione, avendo tuttavia giurato su di essa. E' il rischio che si
paventava da anni e che si realizza ora, sfruttando il corpo e il
sangue di Eluana Englaro come un'occasione disumana per realizzare un
progetto politico che data da lungo tempo.
- Messo all'angolo il Capo dello Stato, approfittando di un'opposizione
incapace di schierare masse che appunto si oppongano a una decisione e
un proposito di inaudita gravità, cavalcando l'assenza di percezione
collettiva rispetto al baratro in cui viene di colpo a trovarsi la
Repubblica, Berlusconi salda un'indegna allenza con il Vaticano, ben al
di là dei Patti che governano i rapporti tra i due Stati. La chiesa
cattolica, per bocca dei suoi esponenti e per atti mediatici dei suoi
sostenitori più integralisti, sulla vita artificiale di Eluana Englaro
ha montato una deriva mediatica di inarginabile potenza. La
politicizzazione della chiesa cattolica è esplicita, al di là delle
ragioni morali che saranno qui sotto discusse. E' un debordare delle
politiche vaticane al di là dei confini statuali, è una metastasi
ideologica che, se di per sé si pone come anti-liberista, va a
congiungersi con la componente politica italiana più liberista della
storia repubblicana. E' un pressing che era garantito da quello che
Pasolini definiva "clerico-fascismo" nei decenni andati, e che oggi si
ripresenta geneticamente mutato: la chiesa cattolica si allea con un
premier massone (una volta iniziati alla massoneria, si resta massoni a
vita), a un gruppo di divorziati che partecipano al Family-Day, a una
componente tecnocratica della vita politica di uno Stato laico ed
estero. A questa chiesa cattolica, il premier risponde "sì": non
mistiche nozze. Si dà una giunzione di nuova specie, per nulla
corrispondente al sondabile legame che strinse la stessa chiesa alla DC
nel corso della Prima Repubblica.
- Berlusconi utilizza una pressione personale e mediatica sul corpo e
il sangue di Eluana Englaro e addirittura sul padre di lei. Afferma
cose gravissime, infondate dal punto di vista clinico, raccapriccianti
per qualunque popolazione: "Potrebbe avere un figlio", evocando
propriamente lo stupro necrofilo di
un film di Almodovar o di Tarantino e, al contempo, una concezione dei
diritti della donna che viene sottesa non tanto subliminalmente, e che
dovrebbe portare immediatamente in piazza la metà femminile e la parte
maschile libertaria di questo Paese, per protestare. "Ha il ciclo
mestruale" rincara il premier con modalità che valicano lo splatter.
Enuncia giudizi insostenibili sul padre di Eluana Englaro e subito a
Udine appare la scritta "Peppino boia". Una vedova di Nassirya dice che
Eluana Englaro sorride e non è vero. Il neurologo Giuliano Dolce
assicura che Eluana Englaro è in grado di deglutire e non è vero. Il
premier, in pratica, mette in moto l'oscenità della disinformazione su
larga scala. Sfrutta l'emotività come ogni populismo che corra dritto
verso la legittimazione di una dittatura ha fatto.
La verità è stuprata.
- Con il decreto legge, il premier avrebbe reso vana una sentenza della
Magistratura, potere che per Costituzione è indipendente
dall'Esecutivo. E' un tema che accompagna dal 1992-93 la vita politica
di Berlusconi. La Magistratura controllata dal governo è uno dei
capisaldi del Piano di Rinascita Democratica elaborato
da Licio Gelli, gran maestro della loggia eversiva P2. Punto per punto,
Berlusconi ha realizzato in quindici anni quel piano. Si trova
all'ultimo ostacolo: rendere vani i contrappesi istituzionali, arrivare
a un presidenzialismo che, di fatto, è una dittatura solo
apparentemente morbida. Ciò che è osceno è che questo allucinante
progetto politico non passi al vaglio delle coscienze democratiche, ma
venga inaugurato con un tragico strappo di potere che fa perno sul
corpo e sul sangue di Eluana Englaro.
Lo stupro cattolico
La chiesa cattolica ritiene di giocare una battaglia fondamentale sul
corpo e sul sangue di Eluana Englaro. Vincere questa battaglia varrebbe
pareggiare il conto dopo la sconfitta subìta per il coraggio e la
determinazione di Piergiorgio Welby, devastato da sclerosi laterale
amiotrofica, che ha gridato senza voce all'Italia il suo diritto a
morire in pace, a sospendere un accanimento terapeutico per lui
intollerabile. Senza macchine o artificialità sia Welby sia Englaro
muoiono. Qui si evidenzia lo scontro frontale, decisivo politicamente
perché decisivo biologicamente, tra natura e tecnologia.
In queste battaglie, la chiesa cattolica cade in una contraddizione che
si rivelerà devastante per la sua storia. Essa sta divaricando il suo
popolo con una forbice che si allarga: da una parte chi crede alla
chiesa istituzionalizzata e dall'altra chi crede al Cristo. L'amore nei
confronti della vita si converte in una difesa della sopravvivenza a
ogni costo. Se c'è un tema che l'attuale pontefice, Joseph Ratzinger,
propala dall'inizio del suo vicariato a oggi, è la battaglia contro il
relativismo. La scienza e lo scientismo sono i canali che veicolano il
relativismo come metodo e come propria espressione fondamentale. Nel
caso di Eluana Englaro, è proprio alla scienza che la chiesa cattolica
affida il suo messaggio. Già da tempo la chiesa cattolica non propaga
più la metafisica testimoniata dal Cristo, bensì la verità della
propria tradizione istituzionale. Nel fondamentale saggio La nemesi medica, l'ex sacerdote Ivan Ilich avvertiva del pericolo: "Le
pratiche mediche diventano magia nera quando, invece di mobilitare i
poteri di autoguarigione del malato, lo trasformano in un flaccido e
mistificato guardone della propria cura." Senza considerare
che in questo caso il paziente nemmeno è in grado di guardare, aderendo
a questa magia nera, la chiesa cattolica si attacca al respiratore
automatico.
Sta succedendo sempre più spesso, negli ultimi tempi. La sacralità del
matrimonio, evocata ai tempi della proposta sui PACS, si riferisce a
un'istituzione che non è affatto un'istruzione cristica, ma
ecclesiastica (il sacramento, per come lo conosce la modernità, risale
al X secolo dopo Cristo). In questa istituzionalizzazione del prossimo
e dell'amore (che, secondo Illich, ma non soltanto secondo lui, deriva
da una misinterpretazione della parabola del "Buon Samaritano"), giunge
anche l'istituzionalizzazione della vita: che diventa indifferente dalla sopravvivenza.
La posizione della chiesa cattolica gronda contraddizioni. E'
sorprendente che perfino un filosofo pervicacemente cattolico, che mai
si è sbilanciato a sfavore delle dottrine vaticane, quale è Giovanni
Reale, in un'intervista al Corriere della Sera (7.2.09) denunci la contraddizione fondamentale della battaglia sul "sondino": Quando
entra nel merito della vicenda di Eluana Englaro, cita il francese Jean
Baudrillard. Da 17 anni, per Reale, Eluana Englaro sopravvive a prezzo
della vita. «La tesi portata avanti da molti uomini della Chiesa, e ora
anche del governo, è sbagliata e va corretta — dice il filosofo —. Nel
caso di Eluana vedo un abuso da parte di una civiltà tecnologica
totalizzante, così gonfia di sé e dei suoi successi da volersi
sostituire alla natura. Si è perduta la saggezza della giusta misura.
La Chiesa, e il governo insieme a lei, sono vittime di questo paradigma
culturale dominante».
[...] Se il diritto alla vita perde la precedenza su tutti gli altri
valori, sa anche lei quale potrebbe essere il prossimo passo: parlare
in termini meno ideologici di eutanasia. «Errore. Io non lascio aperto
nessuno spiraglio all'eutanasia. Non dico: fammi morire. Ma: lasciami
morire come ha stabilito la natura. Né io, né tu. La natura. Prendiamo
il caso di Piergiorgio Welby, che ho seguito da vicino. Welby
sostanzialmente non disse: staccate la spina. Ma: lasciate che la
natura faccia il suo corso, non fatemi restare vittima di una
tecnologia che costruisce qualcosa di sostitutivo e artificiale
rispetto alla natura. È un'affermazione identica a quella che si dice
abbia fatto Giovanni Paolo II: lasciatemi tornare alla casa del Padre». L'insanabile
contraddizione in cui si sta iscrivendo il magistero e l'azione
dell'attuale chiesa cattolica conduce a tentennamenti sconcertanti: la
difesa dell'embrione a fronte della cura per la vita e la sopravvivenza
concessa dalle cellule staminali; l'attacco alla contraccezione che
confonde la potenzialità di fecondazione con il fatto che la
fecondazione avvenga (dunque: perché non darmi dello sterminatore, io
che potrei avere decine di figli e non ne ho fatto uno che sia uno?);
la resa di fronte agli attuali studi sulla coscienza a fronte
dell'insegnamento sulla persistenza dell'anima.
Quarant'anni orsono, il corpo di Eluana Englaro non avrebbe subìto un
calvario per più di tre lustri. La tecnologia non ne avrebbe impedito
la morte naturale. La difesa a oltranza della sopravvivenza corporea
dipende dunque da un passo in avanti della scienza. Il timore della
chiesa cattolica circa la depopolazione, che è un'ideologia
contrapposta a un'ideologia di stampo liberista, sta conducendo il
pianeta e la specie all'esaurimento della vita stessa. Tutto ciò
dipende, a conti fatti, dal processo di "istituzionalizzazione del
prossimo" che, al contrario di quanto facilmente dichiarato ai media da
esponenti vaticani e non intimamente meditato, è tutto tranne che il
rispetto della persona Eluana Englaro: fa di questa persona una sineddoche,
cioè una figura retorica, come è tipico di ciò che è ideologico. La
modernità occidentale è figlia della compassione istituzionalizzata che
crea un nuovo statuto della sofferenza e della povertà. Un processo che
trasforma l’ospitalità e la percezione del dolore. Tutto inizia alla
metà del IV secolo dopo Cristo, nelle tesi di Ilich, quando, sotto
l’influenza cristiana, sorgono i primi veri ospizi per i senzatetto
finanziati dalla comunità. L’effetto? La distruzione della pratica
spontanea e personale dell’ospitalità. Mentre la storia del "corpo in
pena" ci racconta la trasformazione della compassione (esperienza vissuta in prima persona)
in "gestione del dolore" negli ospedali. Luogo istituzionale in cui ai
malati viene conferito uno statuto. Ecco perciò a cosa si riduce
pericolosamente (per se stessa e per chi non aderisce al suo limitante
insegnamento, come il sottoscritto) la chiesa cattolica di fronte a
Eluana Englaro: essa è l'enorme ospedale non più metafisico, che
istituzionalizza il paziente a prescindere dalla persona.
Lo stupro di Eluana Englaro Alcune verità accertate,
perché frutto di esami clinici e audizioni, non soltanto dei medici e
dei parenti di Eluana Englaro, bensì anche dei suoi intimi amici:
Eluana davvero non avrebbe desiderato vivere artificialmente, priva di
coscienza e personalità; Eluana è priva di coscienza psichica e non ha
possibilità di ritorno a uno stato non vegetativo (va ricordato che,
dopo l'immenso e macabro can-can intorno a Terry Schiavo, l'autopsia
stabilì che il cervello della donna era ridotto alla metà del peso di
un cervello normale, e non esisteva presenza di neuroni): Eluana non
può accedere al dibattito che si sta scatenando intorno a lei.
La posizione apparentemente amorosa, e in realtà profondamente
ideologica, della chiesa cattolica è relativa. Altre metafisiche la
pensano in maniera diversa. Se fossi induista o buddhista, per esempio,
sarei convinto che ciò che accade da 17 a Eluana Englaro è tremendo,
poiché una tecnologia oscena impedisce al principio animico di
staccarsi dal corpo, che è un semplice veicolo fisico. Non è con
l'ideologia religiosa che si può stare quindi di fronte a un caso che
non lo è: per natura, Eluana morirebbe nel giro di poco tempo.
Tuttavia c'è una battaglia civile in corso. Beppino Englaro sta
lottando per un diritto di libertà che si estenda a tutti noi italiani.
Gli sarebbe stato più comodo trasportare il corpo inerte di sua figlia
in Spagna o in Olanda e lì dare corso a quanto la natura dispone. Un
tale diritto, cioè ricongiungersi alla natura,
è il punto su cui il padre di Eluana Englaro sta combattendo una
battaglia di libertà. Sta passando, questo uomo coriaceo, immerso da
anni in un dolore insanabile, una staffetta che eventualmente gli
italiani possono prendere in mano: decidere per un testamento
biologico, decidere se la vita coincide con la personalità e rifiutare
una sopravvivenza che non manifesta la personalità stessa o (per i
credenti cattolici) non permette all'anima di agire attraverso il
corpo. Non è affatto destinale che il corpo inanimato sia obbligato a
un'indefinita e ossessionante sospensione, che nega di fatto ciò di cui
la società occidentale ha paura: vale a dire la morte e il lutto.
Su tutto ciò, si innesca una vicenda politico-istituzionale: si innesca
indegnamente. Siamo al baratro che chiude un'epoca e ne apre un'altra,
e lo siamo nella maniera più immorale con cui potevamo essere condotti
su questa faglia. Avendo a disposizione un tessuto popolare effettivo,
il che in Italia non è, oggi vedremmo le persone manifestare per
appropriarsi di un diritto, così come fu nei casi di divorzio e aborto.
L'innaturale mitosi tra potere ecclesiastico e potere populista fa di
questo Stato la negazione di se stesso.
Per questa ultrema violenza, non liberatrice bensì oscena soltanto,
Eluana Englaro è sotto multipli stupri: è sotto stupro assoluto.
Infine
Poiché questa terra non ti è stata lieve, qualunque altra terra ti sia lieve.
Nel Critone, racconta Platone che a Socrate, incarcerato, il
giorno in cui deve bere la cicuta che gli porterà la morte, gli amici
offrono una via di fuga: potrebbe salvarsi. Accetterà invece la morte,
nella consapevolezza: per rispetto della natura e del "senso" di cui si
è fatto veicolo consapevole, non per rispetto alle istituzioni. E' la
vita che lo attende dopo la fuga a mutare i contorni di ciò che voleva,
desiderava, credeva. La morte per lui o è un sonno senza sogni oppure è
una possibilità di accedere a una realtà in cui il dialogo è
elevatissimo.
C'è un momento in cui Gesù decide di non scappare e accettare la morte: Detto
questo, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente
Cèdron, dove c'era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli.
Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli.
Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite
dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce e
armi.
Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?».
Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era là con loro anche Giuda, il traditore.
Appena disse «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra.
Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno».
Gesù replicò: «Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano».
Perché s'adempisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato».
Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il
servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si
chiamava Malco.
Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?».
Dice bene Giorgio Napolitano, affermando che il dolore non è monopolio
di nessuno. Però quando se ne pretende il monopolio, si chiama una
reazione. Che, in qualche modo, se non in maniera eclatante, prima o
poi giungerà a manifestarsi: è legge fisica ed è legge metafisica. Però
questo concerne il futuro, mentre bisogna stare al presente e abolire
ogni discorso, in un silenzio davanti al corpo e al sangue di Eluana
Englaro, oltre che a quanto suo padre sta facendo per tutti noi e altri
stanno per compiere contro tutti noi.
In silenzio contemplare il corpo e il sangue di Eluana Englaro, la sua
figura scarna, il suo principio vitale che non è personale più, ma
soltanto organico, l'eco del suo desiderio che rimbalza da 17 anni
orsono.
Bisogna provare pietà e amore e con questi, che non sono semplicemente
sentimenti o emozioni, dare forma al silenzio e dare forma all'azione. 1月20日 Si, son tornata a casa (gasp!), da una settimana in realtà, ma poichè stavolta mi son portata dietro l'amor mio la settimana è volata, e io era come se non ci fossi. Sabato l'ho accompagnato all'aereoporto, della serie giornata di mmerda per fortuna dirottata verso l'impegno con la "venuta" di Piero Ricca in città e la presentazione del suo libro&dvd Alza la testa (assistere alla presentazione del libro è gratis, con Energia Messinese, ma avere Piero Ricca esausto che russa sul tuo braccio non ha prezzo, vero Vale??? A propè AUGURONI COMMARE che oggi raggiungi il quarto di secolo :D Veeecchia!!!). Meglio così, mi sono distratta e quanto meno non c'ho pensato più di tanto, di meno, vabbè...troppo. I giorni scorrono, gennaio sta finendo, e io sono cunzumata...lo studio va a tentoni (si chiede i come dove? i perchè quando? e miagola nel buio...) la tesi non so cosa sia XD e sono indietro con tutto soprattutto con me stessa. Il quadro generale è interessante, verrebbe da dire un caso clinico...ops! http://it.youtube.com/watch?v=t8r6mSy4KKI&feature=channel_page E questa roba gira nel mio stereo, ma gira anche, di sicuro, a Lainate e a Cagliari, aspetto conferme per altre città, diffondiamo il virus!! :D Mi sono drogata su www.spinoza.it*, e ve lo consiglio. E ora torno alla politica comparata, dopo aver goduto prima nel leggere sul libro di testo il paragrafo sull'irresistibile ascesa del nano di plastica, a.k.a. anomalia italiana! *un esempio dalla pagina odierna: Missione
di pace per Frattini a Gaza. Sotto i suoi occhi un paese ridotto alla
fame, devastato dal fanatismo religioso, portato alla rovina da
governanti menefreghisti e guerrafondai. E non era ancora partito. Sintesi: www.ilribelle.com (ce sta ce sta) www.ilballodisanvito.com (è sempre nel mio cuore, checchè se ne dica) www.energiamessinese.it (l'ho inventato io! ...ma anche no) www.pieroricca.org ("Fatti processare buffone") http://it.youtube.com/watch?v=t8r6mSy4KKI&feature=channel_page (come supra. + "Berlusconi mente ripetutamente mente ripetutamente ripetutamente") www.spinoza.it www.marcotravaglio.it (un click al giorno toglie il regime di torno? A quest'ora giuro stavamo in paradiso :D) 12月17日 Siamo pronti??? :D Assolutamente no... sono ancora in mezzo ad una strada (e perdi tempo sul blog???ESSATTO!!) La mia personale maratona di questa mattina l'ho vinta, ancora però non è finita. Attendendo di avere la macchina dovrei farmi la valigia (ma nooo..c'è bisogno???) e caricare la musica nell'aggeggino elettronico, oltrechè ricaricarlo. Doccia totale in serata non si sa quando, perchè il pome è bello incasinato poichè debbo passare da Carmela a scroccare un caffè e salutarla che non ci vediamo dal '12 (inteso come anno, eh!) poi devo andare nella radura milazzese a salutar li suoceri e fargli gli auguri, oltrechè recuperare componenti per Marco, e speriamo di non far tardi chè domattina si parte prestissimo e devo prendere il pullman! Ovviamente la corsa delle 6.15 è diretta e non passa vicino casa, quindi toccami constringere la santa sorella ad accompagnarmi in stazione, onde evitare di partire alle 4 a piedi per arrivare in tempo XD Mi aspetta un bel periodo, a parte gli impegni spero di rilassarmi che ne ho bisogno, ci mancavano solo i problemi "posteriori" a vivacizzare il quadro. Vabbuò, mi ritiro, come disse un qualsiasi maglione lavato da Clara :D
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